Il Cgiam e la Basilicata protagonisti ad Archivi Aperti 2026

Dal 20 al 22 ottobre 2026, la Biblioteca Maurizio Leggeri ospiterà "Un Sud in movimento. Il Mezzogiorno e la ricostruzione nelle immagini del Fondo fotografico ‘Emilio Colombo’”, nell'ambito di Archivi Aperti 2026, la manifestazione nazionale dedicata alla valorizzazione degli archivi fotografici, promossa da Rete Fotografia.

Un riconoscimento particolarmente significativo: il Centro è infatti l’unica realtà della Basilicata presente all’edizione 2026, portando così il patrimonio documentale e fotografico lucano all’interno di un’iniziativa di rilievo nazionale.

La partecipazione del Centro sarà dedicata alla valorizzazione del Fondo fotografico Emilio Colombo, un patrimonio di oltre 5.000 fotografie che, attraverso immagini e testimonianze, documenta una lunga stagione della storia politica, istituzionale e sociale italiana, offrendo al tempo stesso uno sguardo privilegiato sulla Basilicata e sulle sue trasformazioni.

Il tema scelto per Archivi Aperti 2026, “Identità riflesse: la società attraverso la fotografia”, trova nel Fondo Emilio Colombo una particolare corrispondenza: le immagini diventano strumento di memoria e, insieme, chiave di lettura dei cambiamenti che hanno attraversato il territorio e la società.

Nel corso delle tre giornate, cittadini, studiosi, studenti e visitatori saranno accompagnati alla scoperta di questo importante patrimonio. Sono previsti quattro incontri al giorno: la mattina alle ore 10:00 e 11:00 e il pomeriggio alle ore 16:00 e 17:00.

A guidare le visite sarà il Prof. Donato Verrastro, docente dell’Università degli Studi della Basilicata e Direttore del Centro Studi Internazionali Emilio Colombo.

«Essere l’unico partecipante della Basilicata ad Archivi Aperti 2026 significa assumersi anche la responsabilità di rappresentare e raccontare, attraverso le immagini, una parte importante della memoria della nostra regione e del nostro Paese – ha dichiarato il Prof. Donato Verrastro, curatore dell’evento –. Un archivio non è soltanto il luogo in cui si conserva il passato ma anche uno spazio nel quale la memoria continua a parlare al presente».

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